“Qui sta succedendo qualcosa di magico”. Chris Lehane incontra la comunità romana di host

La prima volta che Chris Lehane ha utilizzato Airbnb è stato sotto il cielo di Roma. L’anno era il 2013, l’occasione un viaggio con la famiglia nella Capitale del Paese con cui ha un legame molto speciale, dato che tre dei suoi nonni sono di origini italiane.

In qualche modo, l’ospitalità degli host romani ha segnato per Chris l’inizio di una scoperta e di nuova storia.

Quattro anni dopo, Chris è tornato a Roma come Head of Global Policy and Public Affairs di Airbnb, responsabile delle politiche pubbliche dell’azienda, per incontrare, accanto ad esponenti del mondo politico e imprenditoriale italiano, la vivace comunità di host romani, che lo ha accolto a braccia aperte.

Appena diventato capo delle policy di Airbnb Chris Lehane ha lanciato, a fine 2015, il progetto Home Sharing Club, per contribuire a dare alle community di host del mondo una voce nel dibattito pubblico sui temi del turismo, della sharing economy e dell’accoglienza.

Sono nate così, finora, più di 168 comunità di host nel mondo, attive in progetti di cittadinanza attiva, di sostegno politico all’home sharing, di aiuto ad altre comunità e di promozione dei negozi di quartiere.

L’incontro è nato nell’ambito del percorso avviato dall’Home Sharing Club di Roma per discutere della nuova legge sul turismo approvata dalla Regione Lazio in attesa di pubblicazione, che andrà a regolare, riconoscendo per la prima volta il diritto all’home sharing, il settore extra alberghiero.

Accanto a Chris Lehane, ospite e portavoce della Regione Lazio è stato Paolo Giuntarelli, dirigente per l’Agenzia Regionale del Turismo, che ha risposto alle domande degli host sul nuovo regolamento, di cui si attende a breve la pubblicazione. “La Regione riconosce il valore dell’home sharing” ha detto agli host “e vuole sostenere chi condivide un proprio bene. Al tempo stesso, vuole superare le distorsioni”.

Il regolamento sarà al centro di altri incontri promossi dall’Home Sharing Club ma, intanto, i dati della nostra piattaforma dicono cose molto chiare: per esempio, che Roma è una città con numeri altissimi di recensioni positive fra quelle lasciate dai viaggiatori agli host.

“Questo succede” ha detto Chris Lehane “perché hanno sperimentato la vostra ospitalità, succede grazie a voi e dovete esserne molto orgogliosi. Qui sta succedendo qualcosa di magico. Il 70% di chi usa Airbnb per venire a Roma lo fa perché ha ricevuto consigli da amici che qui sono già venuti. Per questo è importante lavorare con le istituzioni e sono importanti serate di confronto come questa”. Proprio di queste ore in Italia, è la notizia dell’accordo con il Comune di Genova per la raccolta della tassa di soggiorno direttamente attraverso piattaforma Airbnb. È la prima città italiana a farlo.

A Roma ci sono 14.000 host; l’host tipico guadagna in media 3.800 euro all’anno, condividendo i propri spazi per 56 giorni. Un viaggiatore su tre che passa dalla piattaforma dichiara che non sarebbe mai venuto a Roma se non fosse stato per Airbnb.

14.000 host attivi a Roma nel 2016

3.800 € guadagno medio di un host a Roma

“Ci sono questi dati, ma c’è anche un valore che è più difficile da calcolare numericamente. Gli host stanno portando grande valore al nome della città perché pochi come loro la raccontano e la fanno vivere in maniera tanto autentica. Consigliando quel ristorante meno conosciuto, raccomandando quel negozio sotto casa, spiegando come vivere al meglio questo o quel quartiere o cosa vedere nel museo preferito. Non state aprendo al mondo solo le vostre case, ma il vostro quartiere e la vostra città.”

Grazie per la vostra passione, l’energia e le idee”, ha concluso.